Master...from the hill

ALCSTONES | Master…from the hill (2006)

Heavy e goliardia

Recensione tratta da UnderGround zOne

Componenti

Luca Avesani (Basso e voce)
Alberto “Tode” Todeschini (Chitarra elettrica)
Cristian Boaretto (Batteria)

Produced by

Alcstones

Tracklist

1.Happy party
2.My angel
3.The voice from the hill
4.U.M.I.
5.Forbidden love
6.Fever Tv
7.Se e perché
8.Il dono
9.F.N.

Recorded at

Sottoilmare (Valeggio – VR)

Durata

41’20”

Della serie “Meglio tardi che mai..” ho avuto nelle mani un paio di mesi fa (nel marzo del 2008) il primo disco degli Alcstones: sono passati 2 anni dalla sua realizzazione e nel frattempo è già cambiato il batterista, ma la musica che vi è contenuta possiede ancora quella freschezza e l’immediatezza di una band che ha voglia di alzare gli ampli e suonare del buon, sano, rock duro. Registrato al Sottoilmare studio di Luca Tacconi (garanzia di qualità, e non lo dico per campanilismo o preferenza rispetto ad altri studi ma per aver ascoltato svariati dischi registrati lì..) nella quasi totalità della presa diretta, se si escludono alcune sovraincisioni, è davvero un ottimo disco, da ascoltare tutto d’un fiato.

Se si pensa che apre con il brano che ormai tutti i loro fan conoscono, “Happy party”, le premesse non possono che essere buone. La voce di Luca Avesani è grintosa e arrabbiata, la chitarra e la batteria sono a tutta manetta, zio Lemmy sarebbe contento e si unirebbe volentieri per suonare (ne “Il dono” poi…salvati o cielo…). Possiamo dire che siamo di fronte alla “Paranoid” del gruppo, quel brano dal giro semplice e veloce, ritmica sincopata della batteria e ritornello facile da ricordare e memorizzare.

Colpisce la ricerca di testi anche in italiano, un terreno difficile se non difficilissimo, in cui pochi si avventurano rischiando il salto nel buio. Ciò non succede agli Alcstones, che hanno bilanciato benissimo le parole alla musica, con una ricerca accurata della pulizia in fase di mastering. “My Angel” rimane su territori sabbathiani e – a detta della band – è il pezzo da loro meno amato, perché ha gli estremi di un hit single troppo commerciale. Sarà, ma se questo è il brano commerciale vuol dire che ci troviamo di fronte ad una colata di decibel da far paura. In tutti i brani, infatti, non danno assolutamente tregua all’ascoltatore, dando sempre l’impressione di volergli far saltare i timpani e trapanargli il cervello. Come dire: – hai voluto prendere il cd degli Alcstones? Preparati ad essere travolto dalla nostra musica…

Da segnalare assolutamente “Se e perché”, pezzo risalente al periodo in cui Luca Avesani faceva parte dei disciolti D/ES e che ha voluto (con successo direi) portare in dote al trio. L’inizio con la pioggia è favoloso, ma ancora meglio è il pezzo: le liriche di Luca danno la sensazione di trasportarti nel profondo degli abissi e della disperazione, facendo emergere il lato oscuro di ognuno di noi. Mi son sempre chiesto il significato della copertina, poco rock e molto goliardica. Non ho voluto approfondire e probabilmente meglio non farlo.

Unica pecca della confezione, l’assenza della numerazione nei brani, per cui ogni volta che ne ascolti uno devi star lì a capire che numero sia per programmare il lettore cd. Plauso all’aver messo i testi nell’interno del booklet con gusto artistico molto “urban”. Niente fronzoli del resto, stiamo sempre parlando di rock duro. Zio Lemmy non approverebbe…

Gianluca Merlin