Bullfrog | Clearwater

Fieri portabandiera dell’hard rock settantiano, i veronesi Bullfrog giungono all’incisione del quarto disco in forma smagliante.

Undici brani di ottima fattura, equilibrati tra irruenza rock ed epiteti bluesy. Una vera e propria way of life, dal ’93 segnata da Free, Cream e Bad Company. Le qualità strumentali del trio sono notevoli: Silvano Zago è un chitarrista fedele ai dettami del rock ma con la dovuta intelligenza per reinterpretare gli echi ’70’s mentre i fratelli Dalla Riva dominano i propri strumenti senza strafare. Il risultato di questo feeling ventennale è portato alle orecchie degli ascoltatori con la registrazione negli Opal Art Studios, ad opera di Fabio Serra.

Il disco inizia alla grande con la potente No Salvation che mette subito in risalto la grande capacità dei Bullfrog di creare riff trascinanti e diretti. Ma anche quando la potenza si fa più misurata (Too Bad For Love, Slow Trucker, Lorraine Lorraine) il risultato viene raggiunto con classe. La stessa riscontrabile nella splendida ed acusticheggiante Better Days, così come nel blues/rock intimista e calibrato di Say Your Prayers. Menzione speciale per la radiofonica Monster (Give Me Something Mean) che mette definitivamento l’accento sulla non svendibilità di un progetto convincente, coinvolgente ed accreditato a portare avanti il significato primordiale di un rock vivo e vivace.

Francesco Bommartini