GOLDFISH MEMORIES | Goldfish Memories (2018)

Pop progressivo e raffinato.

Componenti

Luca Di Giorgi – vocals, guitars, programming
Tommaso Adda – guitars, vocals
Daniele Amenta – bass

Produced by

Goldfish Memories

Video

https://youtu.be/KBEGRo1GZ2Q

Recorded at

Adsr Studio (Verona)

Durata

53’48”

Fare musica raffinata, specie se di matrice pop, non é mai semplice. Solitamente i progetti pop di successo hanno alle spalle entourage strutturati, e spinte economiche notevoli. Non hanno questa fortuna i veronesi Goldfish Memories che, tuttavia, sono riusciti nell’intento di incidere un disco d’esordio di tutto rispetto. 12 i brani contenuti nell’omonimo lavoro, tra cui quattro cover indicative del loro approccio musicale e da cui traspare, appunto, la raffinatezza di fondo, incentivata dalla voce vellutata di Luca Di Giorgi. Quindi “Sign o times” di Prince, cui segue “Bigmouth strikes again” degli Smiths. Curiosità: questo brano é stato interpretato per la prima volta per assecondare la richiesta degli organizzatori del Tregnago Music Festival. Non c’è che dire, scelta azzeccata.

Sintomatici di uno sguardo attento al passato, anche recente, del pop rock internazionale sono “Paranoid Android” dei Radiohead e “Psycho Killer” dei Talking Heads. Quello che però colpisce davvero sono i brani originali. La partenza é affidata alla sbarazzina “Wrong side”, cui segue “Chase me”, più raccolta. L’andamento ritmato, i tappeti di tastiere che rimandano alla mente certi Simply Red (specie in “Red”), gli assoli ben congeniati, il basso pulsante sono le caratteristiche, riscontrabili un po’ in tutto il disco. Se il pop ha spesso la meglio il sound dei Goldfish Memories é intriso anche di rock e di prog. La loro bravura é proprio quella di limitare la tecnica in favore della polpa della canzone. A questo tipo di processo collaborano anche Tommaso Adda (chitarra) e il bassista Daniele Amenta. Le batterie sono perlopiù programmate, a parte quelle di cinque brani, registrate da Francesco Morello e Sara Alessandrini. Il feeling ne risente un po’, ma l’atmosfera generale contribuisce a sminuire questo aspetto.

“My only target now is to stop the bullshit”!

Francesco Bommartini