LE MASCHERE DI CLARA | L’alveare (2013)

Le api de L’alveare pungono.

Tutte. Rischiando di ammazzare gli allergici e facendo godere gli amanti del miele. La delizia del trio veronese è difficile da trapassare con un semplice cucchiaino. Citazioni eccellenti e nervosismo trasposto in musica sono la summa di questa sostanza, piena di zuccheri che, se metabolizzati, sono in grado di apportare energie alla materia grigia. Fino a renderla opera affascinante. Come la cover del vinile del trio veronese, composto dai fratelli Lorenzo/Laura Masotto e dal batterista Bruce Turri. Altra scelta coraggiosa, quella di scegliere il vinile come veicolo per le proprie brame musicali. Il disegno/cover dell’architetto Riccardo Cecchini affabula, e chi si lascerà carpire non resterà deluso.

Perché tra i solchi neri del sublime oggetto non vi sono scontatezze, bensì note spiazzanti ma sensate, emozioni vibranti che scoperchiano pandore inattese. Le Maschere di Clara – tra preziosismi tecnici e lancinanti passaggi caratterizzati da violini elettrici, batterie perentorie e vocalità evocative – creano un vero e proprio capolavoro. Che va colto con Rasoi di seta. Sapranno farlo gli indolenti italiani, ultimamente più attenti ad inseguire le mode tecnologiche? Non è dato sapere. La certezza è che all’estero ciò sta avvenendo. Tanto in Germania, dove Le Maschere di Clara si sono esibiti con successo, quanto in Sud America. Faremo scappare anche questi cervelli o, almeno questa volta, sarà data loro la possibilità di sviluppare il loro illuminato percorso sul suolo natio?

Francesco Bommartini